lunedì 27 febbraio 2012

The Song of the Day - Settimana dal 20 al 26 febbraio

Riprendo oggi a scrivere su questi spazi dopo una riposante vacanza in montagna nella quale però non era previsto che mi prendessi una pausa pure dal blog. Purtroppo causa forza maggiore (e qui mi tocca aprire una parentesi per rimarcare l'anacronistica situazione degli hotel italiani che non mettono a disposizione una connessione wi-fi per non meglio precisati problemi burocratici) non ho potuto postare quotidianamente come avrei sperato. 
Dato però che di dischi interessanti in questo periodo ne sono usciti parecchi non mi sembrava il caso di tralasciare una settimana di Song of the Day, andando ad instasare ulteriormente le scelte per i giorni a venire. Per questo ho scelto di riassumere in questo post tutte quelle canzoni che sarebbero dovute entrare nella rubrica giornaliera della scorsa settimana, in uno spazio condiviso e certamente non dedicato ma ugualmente degno di nota per quelle che dovevano essere le Songs of the Day dal 20 al 26 febbraio.




I Soen sono un gruppo alternative metal formato dagli svedesi Martin Lopez (ex Opeth), Joel Ekelof e Kim Platbarzdis assieme al grandissimo bassista americano Steve DiGiorgio. "Cognitive" è il loro debutto e... sembrano i Tool! Dalla voce di Ekelof simile a quella di Keenan, agli stacchi sincopati di basso e chitarra che rimandano senza timore di smentita a quelli della band californiana. Non siamo a livello di plagio ma poco ci manca. Il fatto però è che l'album tutto suona maledettamente bene e seppur possa essere scambiato per il quinto album dei Tool, l'ascolto delle dieci tracce è decisamente piacevole. 




Dagli epigoni dei Tool passiamo agli epigoni dei Rammstein. Gli Eisbrecher non sono però dei novellini, sono arrivati al quinto lavoro in studio, e si differenziano dal combo berlinese per una componente più marcatamente elettronica, sebbene il cantato in lingua tedesca e non solo ricordano molto da vicino gli alfieri della Neue Deutsche Härte. "Verrückt" è il primo singolo estratto dall'album "Die Hölle Muss Warten" 




Dopo oltre un decennio di assenza tornano sulle scene gli irlandesi Cranberries con un album "Roses" che a dire il vero ricalca un po' i due lavori solisti di Dolores O'Riordan, piuttosto che le sonorità dei primi album della band. Comunque ascoltare di nuovo la splendida voce di Dolores fà sempre un certo effetto.




Qui siamo di fronte ad un grande disco, il nuovo album dei Pontiak: "Echo Ono". I tre fratelli Carney, originari della Virginia, ormai da qualche anno ci hanno abituati piuttosto bene e, specialmente con gli ultimi due album più l'ep dello scorso anno, si sono progressivamente allontanati dallo stoner degli esordi lanciandosi in territori meno pesanti, più psichedelici e fortemente venati di blues. Il risultato di questo ultimo lavoro è emozionante e "Lions of Least" è una piccola gemma di puro hard rock con un riff micidiale degno delle migliori band degli anni settanta.




Definito tra i padri della nuova scena folk di Seattle, Damien Jurado con "Maraqopa" rilascia il suo decimo studio album composto da dieci piccole gemme da ascoltare e riascoltare concentrandosi sugli arrangiamenti, ora di chitarra ora di tastiera, che sono a mio avviso il vero punto di forza di questo lavoro. La voce del cantautore americano è sommessa, quasi posta in secondo piano, timida, esattamente quanto lui è schivo ed introverso e questo ha fatto sì che, anche dopo 15 anni di carriera, il suo nome sia ancora poco conosciuto anche a livello indie. Questo "Maraqopa" però non lasciatevelo sfuggire, sarebbe un vero peccato.




Nono album in studio per i londinesi Tindersticks, che dopo la reunion del 2008 hanno continuato a sfornare metodicamente un disco ogni due anni così come fecero dal '93 al 2003. C'è molta oscurità, momenti crepuscolari, passaggi decadenti come spesso accade tra i solchi della formazione inglese, ma nelle nove tracce di "The Something Rain" è oltremodo piacevole immergersi fino a perdersi nella melodie eteree di questo pop di classe cristallina.




Kurt Wagner è un grande artista! Perchè solo un grande artista può scrivere canzoni così profonde, sensuali ed intense come quelle che si trovano nel nuovo (undicesimo) album dei Lambchop. Lavoro che fin dal titolo è dedicato all'amico Vic Chesnutt scomparso il giorno di Natale del 2009. "Mr. M" è uno splendido affresco di pop, swing, alt country in cui splendono 11 brani degni del miglior Bacharach. Lontano dall'essere un disco immediato il nuovo Lambchop vi catturerà poco alla volta, sorprendendovi a sorridere soddisfatti ogni qual volta riuscirete ad afferrarne un frammento.



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